Il tuo secondo chakra tende a drammatizzare?

Se sei come la stragrande maggioranza degli esseri umani, il secondo chakra (centro di energia sottile) genera tensioni e disturbi inutili nella tua vita. Ma prima introduciamo svadhisthana chakra e vediamo perché è così importante affrontare questo livello del nostro essere come parte della pratica spirituale.

Incontriamo svadhisthana chakra

Svadhisthana, il secondo chakra, nella tradizione yogica è associato all’elemento Acqua. L’acqua stessa, che si muove, cambia e scorre sempre verso il basso, può aiutarci a comprendere questo livello di coscienza.

Svadhisthana è correlato alle emozioni e alla costante fluttuazione dell’umore che tutti noi sperimentiamo. È anche il centro principale della sessualità, con tutto il potere e le complicazioni che ciò comporta.

In sanscrito, “svadhisthana” significa “dimora del sé”, ma non il Sé trascendente. Piuttosto significa la base del sé limitato – “tu” come personalità – e specialmente “tu” con i tuoi schemi, tendenze e fattori subconsci scatenanti. La mente subconscia, per lo più sconosciuta, la parte più grande dell’iceberg in agguato sotto l’acqua, trova la sua casa in questo chakra.

Per comprendere il livello coscienza di svadhisthana basti pensare a Facebook o ai social in generale, allo scorrere infinito di immagini sempre più appariscenti, tutto così affascinante e seducente eppure superficiale; non c’è davvero nulla sotto la superficie scintillante. Saltare costantemente da una cosa all’altra, ogni nuovo elemento sembra così importante prima di essere dimenticato un minuto dopo. Essere riconosciuti e accettati da parte degli altri è tutto ciò che conta.

Ovviamente, svadhisthana non è poi così male! L’acqua può essere un ruscello poco profondo e rumoroso o un oceano profondo. Può essere l’acqua della vita.

Uno svadhisthana equilibrato e armonizzato offre bellissimi doni: creatività, espressione artistica, sessualità e sensualità risvegliate, la gioia di esistere nel flusso della vita incarnata … tutto questo è a nostra disposizione una volta risolti gli squilibri e le impurità.

Hai un secondo chakra problematico?

Il primo segno che il tuo svadhisthana chakra è attivo è che sei un essere umano che vive sul pianeta Terra.

Ricorda che svadhisthana è correlato all’elemento Acqua. L’acqua copre il 70% della superficie della Terra ed è presente in una percentuale simile anche nella massa del corpo umano. Anche le tue ossa sono composte al 30% di acqua!

Tutti noi dobbiamo fare pace con questa energia prima o poi. Questi sono alcuni segni che il tuo svadhisthana ti sta sfuggendo di mano ed ha bisogno di un po ‘di lavoro in questo momento:

  • Sei spesso travolto da emozioni intense, sproporzionate rispetto alla situazione che le ha scatenate
  • Soffri di depressione, malumore, gelosia o ansia sociale
  • Sei estremamente sensibile a ciò che gli altri pensano di te
  • Tendi a seguire la massa e a perderti nelle storie di altre persone
  • La tua energia sessuale è fuori controllo e ti fa agire in modi che danneggiano gli altri o te stesso
  • Tendi a drammatizzare tutto ciò che ti accade
  • Ti senti come se tutta la tua vita fosse guidata dai tuoi schemi subconsci

Come puoi vedere, lo spettro d’azione di questo chakra è piuttosto ampio, molte delle sfide della vita umana quotidiana trovano la loro radice in un disarmonico svadhisthana chakra.

Tutti dobbiamo confrontarci con questo. Nello Yoga abbiamo due opzioni: spostare l’energia (e quindi la nostra coscienza) in un chakra più elevato, oppure purificare il secondo chakra fino a rivelare la sua natura divina (o entrambi!)

Ignorare questa energia o cercare di sopprimerla è controproducente. È troppo potente, troppo fondamentale per la nostra esistenza manifesta come esseri umani.

La buona notizia è che una volta che inizi a lavorare con svadhisthana per comprenderne i modelli e portarlo in equilibrio, molti problemi che una volta potevano sembrare insormontabili inizieranno a dissolversi da soli.

Come uscire dal dramma svadhisthana
  • Hatha yoga

Considerando le limitazioni e la sofferenza umana legate a svadhisthana chakra, ha senso che l’hatha yoga includa molte pratiche per armonizzare questa energia ed allentare la morsa che spesso ha sulla nostra coscienza.

Di solito la cosa migliore che puoi fare per svadhisthana è spostare l’energia in un chakra più elevato! Le tecniche di sublimazione, il pane quotidiano dell’hatha yoga tradizionale, spostano l’energia dai chakra inferiori a quelli superiori, a livelli più raffinati e “spirituali” del tuo essere.

Quando, dal primo e dal secondo chakra, l’energia fluisce verso l’alto, è possibile utilizzare queste energie primordiali e potenti per l’evoluzione spirituale e questo dona molta leggerezza.

Rimuovendo semplicemente l’eccesso di energia dallo svadhisthana, si allenta la pressione ed avrai maggior spazio per osservare i processi a questo livello, piuttosto che venirne sopraffatti..

La sublimazione ha bisogno del fuoco come catalizzatore, quindi è importante lavorare su manipura chakra (il chakra dell’ombelico associato all’elemento Fuoco). Questa energia è per molti versi opposta a quella dei svadhisthana: si tratta di coraggio, forza di volontà, disciplina e della capacità di farsi strada nel mondo, piuttosto che semplicemente “seguire il flusso” della corrente come nel chakra dell’Acqua. Alimentando il fuoco di manipura, la pesantezza di svadhisthana verrà bruciata via e l’energia verrà attivata in un flusso verso l’alto.

Infine, lavorare sui chakra superiori aiuterà a portare la profonda trasformazione e il cambiamento di prospettiva che ti consente di andare davvero verso una comprensione più cosmica di te stesso.

  • Mettiti a dieta dai social media

I social media e la maggior parte dell’intrattenimento nella nostra cultura sono l’espressione di svadhisthana ed attivano quel livello di coscienza, poiché è su quello che si basa il subconscio collettivo.

Questo influenza fortemente la nostra coscienza, come un diapason con cui si allinea la nostra frequenza (soprattutto se li usiamo in modo inconsapevole!). Quando trascorri l’intera giornata ascoltando musica che risuona con svadhisthana, guardando film su svadhisthana, leggendo articoli scritti da svadhisthana, per non parlare dello scrolling nell”infinito vortice dei social…. non è una sorpresa se poi ti ritrovi con le tue energie bloccate a questo livello!

Se di solito trascorri molto tempo nei social o su Netflix, prova a prenderti una pausa per un po ‘. Prova a darti un limite, diciamo, di solo quindici minuti al giorno.

Oppure prova a cambiare la frequenza vibrazionale di quello che guardi scegliendo letture, film e musica che vibrino nei chakra più elevati. Dopo un po’ noterai che la tua coscienza inizierà a fluire in un modo più elevato naturalmente.

  • Impara ad essere consapevole

Svadhisthana è spesso indicato come la “pecora nera” della famiglia dei chakra.

Sebbene sia vero che questo chakra causa molti problemi, è importante rendersi conto che non c’è niente di sbagliato nell’energia di svadhisthana. Come ogni altra energia, è essenzialmente sacra e, quando abbiamo il giusto rapporto con essa, ci porterà alla fonte, al Divino, alla pura coscienza.

I problemi sorgono quando ci identifichiamo con il mondo di svadhisthana. Quando pensi: “Io sono le mie emozioni”, “Io sono la mia sessualità”, “Io sono il mio subconscio”. Ciò accade molto facilmente perché questa energia è davvero dominante all’interno della struttura umana.

Quando ci identifichiamo con tutti gli stati d’animo e le fluttuazioni associati a questo livello di coscienza, allora inizia ad incombere su di noi in proporzioni così grandi da bloccare tutto il resto. È come se invece di guardare un film sullo schermo, ti fossi rimpicciolito e ti fossi immerso nella scena.

Questi sentimenti possono sembrare molto reali, e lo sono, ma non sono l’unica realtà.

Questa parte di te che è persa nelle emozioni, che vive in storie e fantasie, che si preoccupa così tanto di adattarsi, di essere amata e accettata dagli altri, è solo un piccolo aspetto di ciò che sei. Basta fare un passo indietro e riconoscerlo per quello che è. Lascia che sia semplicemente una frequenza dentro di te piuttosto che la tua intera realtà, solo una melodia all’interno della meravigliosa sinfonia del tuo essere.

Come fai a fare questo? Imparando a stare nella ‘presenza’. Siedi con ciò che sorge, senza giudicare, senza seguire e senza rifiutare nulla. Non reagire in alcun modo. Non importa quale storia la tua mente cerchi di raccontarti, che sia gioiosa o straziante, lascia che sia.

Esci dallo schermo e sii quello che sta guardando il film.

È una pratica di distacco, non una fredda dissociazione. Al contrario, osservare in questo modo è in realtà un’accettazione radicale. Significa avere il coraggio e l’amore di guardare tutto negli occhi, permettendo anche alle parti più brutte e spaventose di te di venire alla luce della consapevolezza.

Puoi coltivare questa osservazione meditativa in tutte le tue pratiche spirituali e in ogni aspetto della tua vita.

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